il sacro bosco .70

Quando si pianta un albero si scava una buca di un terzo piu' profonda e piu' larga del vaso in cui la pianta e' stata cresciuta o della zolla di terra nella quale la pianta e' stata trasportata dal vivaio al luogo in cui viene messa a dimora. Il vaso o zolla restera' immerso per un certo tempo in un secchio d'acqua fino al momento in cui tutte le bollicine d'aria non saranno emerse alla superficie garantendo il riempimento da parte dell'acqua di ogni vuoto tra le radici. La pianta allora viene messa a dimora su un letto di stallatico ben macerato che si mescolera' alla terra sul fondo della buca dopo averne smosso la superficie con la forca. Le radici troveranno un terreno morbido in cui ambientarsi. Si badi, quando si pone la pianta nella buca, che il punto di contatto tra il tronco ed il nuovo terreno non risulti ne' piu' basso ne' piu' alto rispetto al livello che aveva nel terriccio del vivaio. Da ultimo, sulla superficie del terreno sara' quindi distribuito stallatico ben macerato intorno al tronco, senza che questo sia toccato dallo stallatico, per evitare che marcisca, dopo che con i piedi sara' stato pressato il terreno intorno alla zolla delle radici.

   Ecco come si pianta un albero, da cui: "One penny for the plant, one pound for the pit", un penny per la pianta, una sterlina per la buca.

   Una Quercus robur in zolla, il cui tronco ad altezza di un metro e mezzo abbia la circonferenza di 70cm, ovvero un altezza di 7 metri circa, ha un costo di 3.500 euro. La buca richiedera' un'attenzione pari a 350.000 euro. L'attenzione, quantificata in euro secondo il tradizionale modo di dire dei giardinieri inglesi, rivela quanto grande debba essere la cura nella messa a dimora di un albero.

   Un Acer campestre di due anni di eta' e dell'altezza di 80cm ha un costo di 80 centesimi: la sua buca ha un valore di 80 euro. Cosi', una siepe selvatica di 100m, a due file di alberi, come quelle delle campagne di 50 anni fa, con le pianticelle messe a 45cm di distanza le une dalle altre, dunque una media di 2 piante per metro lineare a fila, ha una buca del valore di 16.000 euro.

   Piantare una quercia da 353.500 euro ed una siepe selvatica di 16.320 euro crea un giardino di 369.820 euro.

   Questo e' lo scenario quando si cerca di quantificare l'inquantificabile seguendo i detti popolari, quando si mostra il valore che spetta alla "cura del fare", invisibile, immateriale, che non ha un peso cui fare corrispondere un pound, una sterlina, il peso di una quantita' d'oro.

   La siepe, poi, potrebbe essere di forma circolare e la quercia potrebbe essere posta al centro o meglio, appena fuori del circolo, con il vuoto centrale ancora piu' bello perche' libero e bilanciato dal singolo albero piantato nella estensione della campagna.

   Il sacro era per un certo tempo legato alla dimensione dell'avvento, dunque un'esperienza senza quantita', ne' dimora, da dove?, disponibile instantemente e sempre, perche' associato alla disponibilita' dell'ascolto soltanto. Poi nel tempo divenne, perdendosi al carattere puramente esperienziale, qualcosa cosi' altro da potersi definire nascosto ed essere associato con cio' che si cela, lontano gia' dalla vista e dalla mano, allontanatosi, qualcosa gia' quasi un po' piu' materico, chiuso anche, protetto in uno scrigno... intorno al quale, anche, rivendicare un possesso, un punto di forza rispetto a chi non ne detiene le chiavi.

   E' la storia della religione. Ma anche della nostra percezione della natura e del suo valore invisibile. Il valore esperienziale non afferisce al mercato del quantificabile e la cura ha dunque un valore inestimabile e quei 353.500 euro possono decisamente essere considerati un valore inestimabile per una pianta che tranquillamente cresce da una ghianda nel vasetto sul davanzale della cucina, per giunta esposto a nord.

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"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.