Do not tell anyone .257

Non ditelo a nessuno, neppure nella lingua piu' colta quando si parla di giardini, che mi dispiace quando si tagliano alberi per realizzare progetti di piazze cresciuti tra le pagine delle riviste e non tra le pagine di "Spazio Tempo e Architettura". Una storia del maestro Tafuri che gentilmente chiede: "Lei sa di quando e' questo libro?"... "No"... "La data di pubblicazione e' importante.".

  I libri non sono riviste perche' hanno il tempo, necessario a costruire la necessita' che ci parla del nostro bene.

  Un albero impiega due generazioni per diventare il profumo della resina nell'aria quando si arriva nella vecchia piazza sgarrupata ed un progetto per questa piazza puo' accogliere quel tempo di resina oppure no ed allora il nuovo luogo emerge come una rovina, agli occhi di un'archeologia dell'intelligenza che lo guarda come un disegno senza vita.

  Certamente la Vita riempira' la nuova piazza e saremo di nuovo felici, ma occorre studiare tanto e sentire tanto o rintracciare in se' l'abitudine di alberi, l'Idea di Albero, perche' un progetto abbia il desiderio di disegnarsi intorno a quei due alberi della piazza sgarrupata ed entrare tra le pagine del libro.

  Libro aperto per una mano aperta, capace di ruotare a ritrovare il profumo di resina nell'aria.

8 alberi per l'ADO .256


8 alberi hanno trovato dimora nella corte della nuova sede dell'ADO di Ferrara dove la direttrice aveva espresso il desiderio di vedere un parco. Ringrazio Fabio Constanzelli, Fabio Bega, Mauro Bosi, Marco Gelati, Andrea Pambianchi, Filippo Zaghi di Alba Verde che hanno realizzato l'opera.

mani aperte per una fonte .255

Al termine del cantiere per la creazione del parco della nuova sede dell'ADO di Ferrara, mi e' stato chiesto di avere una fontana.

  Un blocco di marmo e' stato scavato per la profondita' di alcuni centimetri secondo una pendenza variabile a partire da un perimetro circolare irregolare, piu' e meno levigato nel suo incontrare la superficie piatta del blocco.

  Roberto si chiama il marmista che ha lavorato il parallelepipedo di Travertino.

  Le mani aperte di Roberto


Londra 2010 .253

Albero, sasso, un altro albero e, piu' sotto, come creare prati bagnati per ridurre l'intensita' del flusso d'acqua, filtrandola, di un corso d'acqua nella campagna.

Piantala! .253

Il corso di Garden Design "Piantala!" sta giungendo al termine anche per questo 2018 - 3' edizione!

sfalci differenziati .252










Il 1' modulo del Bosco Claudio Abbado a Ferrara durante il primo sfalcio primaverile, il momento in cui si puo' cogliere la bellezza dello sfalcio differenziato... Forse non in questo parco pubblico, forse altrove, si puo' introdurre tale cultura della cura dei prati nel nostro paesaggio urbano!

il bosco anni fa .251














Quando ancora non si sapeva nulla di che cosa avrebbe portato con sè l'idea del "bosco"... era il 2013, appena tornato da Londra, un'immagine in testa da qualche anno, di giardino boschivo, gia' tutt'uno con l'idea di margine boschivo, i primi 20 metri di un bosco, quella fascia di pochi metri che tiene insieme un bosco alla campagna intorno e gli animali che ci sono dentro ed il disegno che, dunque, cominciava così.

Facile .250

Basta attivarlo con semi, qui e là, accelerare il processo fisiologico delle nostre città di riempirsi di fiori spontanei. Il tetto del mio vicino ora ha tulipani e centaurea nonché erbe varie. Certo, la guaina non sarà felice, mi si dice, ma in verità la comunità vegetale che si è formata tra le tegole di cotto antiche e bellissime di questa porzione di superficie orizzontale della mia città Ferrara non pare creare particolari problemi... L'acqua scorre bene e nessuno si è lamentato. Ancora.

Bosco Claudio Abbado - 2' Modulo .249










Il secondo Modulo del Bosco Claudio Abbado di Ferrara e' stato completato.
Ringrazio molto Marco Gelati, Cristiano Fergnani, Nicola Benini e Mauro Bosi che hanno lavorato nove giorni per farmi questo regalo solo pochi giorni dopo il mio 49' compleanno.
Poi ci penso un po' e il regalo l'hanno fatto ad un'intera citta'.



"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

................................................

Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.