come seta .75

Tre nuovi strumenti fondamentali per il giardiniere sono entrati nella borsa degli attrezzi: una silky saw o "sega di seta", un troncarami per rami fino a 4cm di diametro ed un paio di forbici. Sono le mitiche forbici da giardino Felco No.2, con il manico rosso e la struttura in alluminio. Le ho cercate per mesi finchè non ho scoperto che nella mia citta' c'è un importatore, tre giorni fa. Sono oggetti che mi incutono un certo rispetto, ora, visto che il timore verso di essi l'ho gia' provato un paio di anni fa, perchè con l'uno e l'altro, tranne per fortuna che con il troncarami, mi sono tagliato. Da allora avevo cercato le Felco ed in particolare le famose No.2 perche', essendo le forbici da potatura dei giardinieri della luminosa tradizione inglese, non possono nuocere a chi le tiene in mano, sono dei talismani.

   Non so veramente da che parte cominciare in giardino... lo chiamo con il suo nome generico. Userò il troncarami come un rabdomante, tenendolo ben aperto così da farmi guidare in una qualche direzione e poi, trovato un arbusto un po' troppo cresciuto, comincerò da lì, magari dai Cornus sanguinea 'Winter Beauty', così belli quando tagliati alla base, non piu' di 10cm da terra, nel tardo inverno/prima primavera quando hanno tutto il tempo di crescere in fusti sottili, verticali e snelli, e senza foglie il successivo inverno prendono il colore arancione-rosa per il quale Anglesey Abbey è il famoso winter garden.

   E' davvero una scoperta un giardino d'inverno. Quasi più bello che in primavera e sicuramente più affascinante che d'estate. E' chiaro, bella scoperta, che d'estate un giardino e' come mangiare un gelato, ma una volta diventati grandi il gelato non e' tutto. Si tratta di accostamenti singoli di poche strutture e pochi colori nel freddo e nel blu della sera che scende, quando ancora e' pomeriggio ed il tè è caldo.

   Una parte del giardino potrebbe diventare tale. Devo solo vedere se ci sono abbastanza cornioli già accostati così che l'effetto di fiamma nel verde-blù dell'erba risulti importante. Potrei comunque trapiantarli, è vero, per avvicinarli dalle loro disparate posizioni, ma mi sembrerebbe di forzare un po' troppo la natura del giardino... non che questo luogo ne abbia una, visto che è piuttosto il risultato impacciato di un progetto superficiale, ma queste piante hanno già una loro posizione e se comincio a spostarle allora dove se ne va l'interesse? Dove il limite in cui trovare un senso? Come il giardino giapponese comincia da un ostacolo, un sasso, una goccia d'acqua, il mio giardino potrebbe cominciare da questa sua forma impacciata, tanto non c'è nessun committente... è un giardino pubblico fatto da un privato senza committenza, quanto di più aereo. Mi piace.

   I giardinieri giapponesi hanno splendide forbici da giardino, battute a mano e brunite con le quali fanno splendidi origami, piegano, tagliano, ripiegano e poi stendono davanti agli occhi la sorpresa verde. Non riesco a vedermi tale. Sono europeo e non riesco ad avere né la pazienza né l'intimo pudore di muovermi tra le piante come tra spiriti sacri. Le piante mi circondano e mi trovo in un luogo di luci, ombre e colori, forme piu' per un teatro che per un tempio ed anche se la Natura e' un Tempio, i Pilastri Viventi sono per me nulla più che semplici compagni di viaggio. Gli spiriti non se ne avranno a male e saranno contenti del mio accarezzarli con strumenti di seta senza accorgermene. Scendete sulla terra a scoprirla e poi ne parliamo insieme!

   A questo servono i giardini, semmai dovessero servire a qualcosa, a far cominciare il dialogo tra i nostri limiti e le nostre aspirazioni, tra l'invisibile e ciò che ci sta davanti, così che ogni lato sia illuminato dalla stessa luce.

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"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.