vicini al Bosco .65

Un poco piu' vicini al Bosco il cui progetto e' piaciuto agli uni ed agli altri che dai loro uffici hanno gia' voglia di andarci a passeggiare.

   Quasi un bosco da guardare piu' che da attraversare, perche' sono solo 50 metri per 70... ma molto densi: un grande thicket, come quelli delle favole, da guardare da lontano perche' dentro ci sono le streghe, come quelli di Hampstead Heath a Londra, pero' in scala piu' grande, cosi' le streghe stanno un po' piu' a loro agio.

   Un thicket e' un addensamento di specie vegetali diverse in una radura e nel parco della mia citta' se ne puo' trovare uno. Chissa' come ha fatto a rimanere li': un gruppo di tre, quattro alberi ed arbusti, piu' qualche rampicante, probabilmente arrivati con il vento e mai tagliati, alle volte calpestati e spezzati, ma mai estirpati, dunque cresciuti senza alcun disegno, anzi piu' sono spezzati piu' la crescita, che mai si ferma, e' degna di essere ritratta in pittura.

   Il pittoresco che tanto faceva impazzire nella seconda meta' del settecento i giovani giardinieri punk ribelli all'ordine dei giardini loro contemporanei... giardini stupendi che oggi chiamiamo "all'Inglese" e che erano fatti di alberelli di 3-4 metri allora, ma troppo puliti ed artificiali per quei giovinastri.

   Sarei stato forse anch'io della loro banda?! Dubito mi sarei reso conto di cio' che stava succedendo, forse perche' gia bell'e morto di qualche malattia strana presa nei viaggi in giro qui e la'. Non avrei fatto in tempo, non si puo' mica fare tutto!

   Il pittoresco del disordine verde e marron, odoroso di foglie bagnate e tronchi spezzati -che fanno il piu' buon profumo io abbia mai sentito- reagiva a quegli alberelli che sorgevano come ombrellini sopra tovaglie di velluto verde dove il duca poteva anche vedere le sue mucche pascolare.

   I giovinastri forse non avevano la pazienza di immaginare quello che il meraviglioso Capability Brown aveva negli occhi. Forse trecento anni dopo gli ombrellini si sarebbero levati maestosamente sulle loro radici e avrebbero raccontato una storia tutta diversa, fatta di rami spezzati dal vento di 300 anni, radici scoperte sulle quali bimbi fanno lo scivolo e la loro densita', non piu' isolata in gruppetti di 5-6 alberelli, ma divenuta un'unica ombra profumata.

   Allora comunque sarei stato anch'io con loro. Era troppo la tentazione di un ritorno ad una natura non ammaestrata con le violenze che essa stava subendo. Quei ragazzi forse avevano un'immaginazione molto piu' buona di quanto ho pensato e forse non vedevano gli alberi gia' grandi di qualche secolo perche' troppo occupati a vedere i boschi vaporizzarsi nell'aria nera di Londra.

   Tutto li', in un thicket. Da guardare perche' troppo denso e poi, chi ci vuole entrare, troppi rovi e poi e' cosi' bello da guardare nella distanza, "... mi ricorda un bosco".

   Una chiesa in una pozzanghera, riflessa, un bosco da lontano, una maquette di una casa dentro la navata di una abbazia medievale senza tetto sono tutte cose che fanno cominciare qualcosa. Credo sia stato questo fascino delle cose grandi e la loro possibile raffigurazione in scala diversa a far nascere l'idea del bosco. Altrimenti come potrebbe sorgere un bosco sopra un fazzoletto di terra?!

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"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.