educatamente .89

Eccomi qui a scegliere le piante. Un fazzoletto tra gli aceri ed i noccioli e' stato coltivato ed ora puo' diventare qualcosa, che non saprei ancora cosa.

   Tanta fatica per zappare, rovesciare la terra e rastrellare porta alla gioia suprema della scelta delle piante da mettere a dimora. E' quando si sospende il tocco e caparbiamente non mi metto neppure per sogno a progettare. E' troppo raccolto questo nascente giardino (che come ormai si sa e' stato chiamato rettangolo) perche' io mi metta a disegnare dove mettere le piante e quali piante. Per queste piccole dimensioni delle aree libere, puntiformi come gli spazi che gli arbusti e gli alberi mi lasciano liberi, ho decisamente voglia solo di immaginare che qui ci starebbero erbe alte, certo c'e' un po' troppa ombra, pero' questa, questa pure e quest'altra ancora possono reggere la semi-ombra. "Questa" e' l'Anemanthele lessoniana, arancio-rosa d'autunno su base verde-giallo, cosa per la quale sospirare a lungo, "questa pure" e' la Calamagrostis x acutiflora 'Karl Foerster', alta, chiara e di seta ed infine "quest'altra" e' la Descampsia caespitosa 'Goldtau'... ... aria e luce che attraversa.

   Un rettangolo di alberi, arbusti e erbe alte. Perche' no. Dico "perche' no" in quanto un possibile giardino boschivo come sarebbe la vocazione di cio' che mi trovo tra le mani, almeno per il tipo di piante che vi dimorano, non ha nulla a che vedere con le graminacee, le erbe come le ho chiamate, mutuandone il nome dall'inglese grasses che mi piace di piu' di "graminacee", forse perche' la mia citta' paga un debito alle fatiche della vita contadina in cui la gratuita' ed inutilita' del fare un giardino a fatica riesce a riscattare il proprio diritto di esistenza.

   E se non ci stanno filologicamente (con mente filologica) e neppure ecologicamente (con mente ecologica) ci stanno pero' d'incanto: sono intervalli, le erbe sono gli intervalli, i segni d'interpunzione, sono i trattini, le virgole, i punti e virgola della paratassi che il giardino che piu' mi piace e'. Ma allora tradisco tutto cio' su cui baso il mio fare giardini, il loro essere ecological-planting-design?!

   Se anche cosi' fosse (e non lo e') preferisco seguire la mente che si incanta, lascia lo studio ed il luogo e vola, ma in verita' non tradisco alcunche'. L'ecologia e' custodita nel rispetto delle condizioni di semi-ombra in cui le mie erbe sono a loro agio e la filologia, invece, e' quella che segue la necessaria contrapposizione di due paesaggi, l'uno reale, del margine boschivo e l'altro di sogno, della trasparenza color miele che il verde-marrone di tronchi ed arbusti sembra a volte necessitare, cosi', per pausa e levita'.

   E' la filologia del rispetto delle cose viste, che si moltiplicano e giustappongono diventando grammatica personalissima, ma in verita' neppure cosi' personale, forse meglio dire corale seppur anche personalissima. Una filologia condivisibile presso i tanti paesaggi che ognuno di noi ha nella propria mente educata alla diversita', filologia tale da comporsi, articolarsi, emergere e riassorbirsi, per poi ogni tanto dare origine all'immagine sorprendente di un paesaggio d'affezione, anche solo sognato, che accoglie tutti i paesaggi e da nessuno di essi si lascia racchiudere.

   E' dunque una filologia, questa, della mente educata, in cui erbe e bosco stanno insieme, educatamente.

1 commento:

  1. Tra una cosa e l'altra, andata e ritorno, discesa e salita, il pensiero e la scelta, ricordo e presente, tra una cosa e l'altra c'è sempre un piccolo comitato di festeggiamenti in piazza che arrostisce castagne. Così sotto a un cielo che non promette pioggia e non promette neve, ma promette bene, io aspetto l'incanto d'inverno ascoltando dappertutto un certo crepitio. E tra nascita e rinascita si aprono gli involucri protettivi, la luce passa attraverso.

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"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.