USUIQUE AMICORUM .102

Grazie al plagio abbiamo scaffali ricchi di libri di giardinaggio. Colorati over-designed cool simpatici... (un libro puo' esserlo) e tutti ben informati. Le fonti non si toccano, sono i soliti Inglesi, Olandesi, Tedeschi che hanno lavorato intorno alla passione per le piante tutta una vita e cio' che dicono puo' essere senza tema tramandato.

   Quindi siamo al sicuro. E poi arriva una ragazza fresca fresca della scuola di giardinaggio per ragazze posh del Chelsea Physic Garden, a Chelsea appunto, e ti ritrovi un libro con le fotografie di lei vestita di cotone leggero l'estate, ovviamente informale, con i capelli sciolti che ti insegna a coltivare le clematidi, i ribes ed ovviamente le rose, a porre a dimora le piante ed anche a fare le torte dandoti consigli su come conquistare l'amato. Chi vuole comprarlo puo' farlo. 

   Questa leggerezza dell'editoria di non arroccarsi intorno ad alcun bisogno di originalita', bensi' abbracciare ogni fantasiosa maniera di diffondere un sapere ben radicato e ben comunicato, potrebbe invogliare una ragazza italiana, ora che il libro si trova in libreria anche da noi, di immaginarsi con stivali di gomma, da usare anche quando c'e' il sole ed immaginarsi con le unghie sporche di terra. E magari le viene voglia di andare a visitare il Chelsea Physic Garden.

   Lungo il Tamigi, una primavera di quattro secoli fa, i farmacisti di Londra hanno cominciato a concentrare in un luogo le piante che andavano scoprendo. Finalmente le navi della flotta del re facevano uscire dalle miniature dei testi medievali le piante di Teofrasto e Dioscoride, i grandi raccoglitori di piante dell'antichita'. E siccome "libro miniato" in Inglese si dice "illuminated book" il giardino di Chelsea si illuminava di quelle piante. 

   Teofrasto lascia un testamento che apre la biblioteca ed il giardino della scuola, un tempo di Aristotele e da questi a Teofrasto affidata, a tutti gli amici e le persone amanti dello studio purche' nessuno si arrogasse il diritto di usare a detrimento di altri quello spazio e quei libri. Purche' tutto restasse a disposizione di tutti. L'informazione scorre.

   Le informazioni copiate e ricopiate, certo verificate e riverificate, ma copiate e ricopiate da altri prima portano a quella ragazza inglese con gli stivali a fiorellini. Ed io entro al Chelsea Physic Garden perche' l'informazione non si arrocca e, liquida, bagna le rose del giardino di Chelsea, ancora aperto.

   L'ho scoperto passeggiando con una cartina in mano, un giorno di vento. In mezzo alla strada, la mappa davanti agli occhi, sento una vocina che mi dice qualcosa che non capisco se non nell'intento ed una signora, senza piu' tempo ormai come solo le vecchine inglesi possono, che mi aiuta a trovare il Chelsea Physic Garden. Le torte, ancora e sempre e l'albero del sughero, la Quercus suber e le piante velenose. Li' i capi giardinieri hanno i nomi in una lista scritta sopra un pannello da quel giorno di quattro secoli fa.

   Lo dice anche Christopher Lloyd che il plagiarismo e' cosa consueta presso chi scrive di giardinaggio. L'infant gate' del giardinaggio inglese ha vissuto una vita fra le quattro siepi della sua infanzia garantendo la sopravvivenza del proprio giardino attraverso mille vicende economiche, inventandosi ogni volta come fare sopravvivere le proprie avventure. Il giardiniere non e' uscito dal giardino perche' noi potessimo entrarci.

   C'e' qualcosa di bello in tutto questo. Un darsi la mano e passarsi uno strumento levigato e caldo e facile all'uso, come puo' essere un rastrello, un guanto, un libro, per costruire un luogo consono al proprio desiderio per se' e per i propri amici. Come a Venezia, tornando a casa, lungo la calle lunga che porta in campo Santa Maria Formosa, si apriva ogni volta il rettangolo stretto e alto della facciata di palazzo Grimani e la sua "USUIQUE AMICORUM", la frase scolpita ad invito degli amici, chiara anche prima del restauro.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

................................................

Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.