ascolto .99

Il numero 99 di questo post mi riporta alla serie "Spazio 1999"... con le sue piante in bianco e nero che mutavano il dna... erano buffe anche allora.

   Le piante sono mutate nel corso dei millenni... e pensare che Champollion decifro' i geroglifici scoprendo, in pratica, che la bibbia faceva cominciare la storia della Terra molto piu' tardi... La chiesa non considerava questa datazione del mondo cosi' indietro nel tempo e la lettura a voce alta dei geroglifici come caratteri dalla forma leggibile e sonora dovette creare un bello scompiglio: una lingua parlata molto prima della nascita della Terra faceva cominciare la Terra prima, magari non di molto, ma almeno quanto gli Egizi.

   Non sono colpi da poco per le certezze.

   Anche l'albero che genera dai suoi rami una pecora, come si vede ancora in un frontespizio del '600, doveva essere scardinato (questo, comunque, ci piace di piu' di altre verita'!).

   L'Inizio ogni volta slitta grazie alla scienza. Sempre un po' piu' antico, un po' prima, un po' piu' lontano, cosi' lontano che diventa gia' simile ad una piccolissima cosa, un suono, un rumore forse, semplice, come quello che nel silenzio della lettura sentiamo nella nostra testa, il rumore flebile di sabbia o di distante cascata che passa attraverso la porticina che separa il nostro corpo dal mondo. Il rumore in cui riposa il nostro incanto, da cui nascono i pensieri.

   A scardinate le paure e i dogmi infatti si entra nello spazio della ricerca o meglio, nello spazio del bisogno di ricercare, del desiderio di ricercare, che non si sa da dove venga. Ed e' l'origine delle cose a venire a galla, la' dove la scienza corre piu' sull'incanto della ricerca che sulle prove portate alla ricerca stessa. La fantasia della ricerca alcuni la chiamano: lanciare il sasso e seguirlo. Che bravi gli scienziati! Osano sempre. Non hanno paura di andare oltre le Colonne d'Ercole perche' quel rumore flebile che e' dentro la nostra testa e' simile al rumore della sabbia portata dal vento da un dove che e' piu' in la' di ogni terra. Entrano allora in allunisono e dal silenzio viene a galla un bisogno nuovo.

   Gli scienziati imparano ad accogliere i barbari che vengono dal mondo intero e che sono certamente differenti... qualcosa si perde, nella lingua che si va apprendendo, qualcosa si guadagna. Si impara a rintracciare il nostro incanto altrove. E non e' un sopravvivere, bensi' un vivere secondo il Mondo, secondo lo stesso suo Tempo... che e fatto del non trattenere. Altrimenti, prego, si cominci a fissare Inizi arbitrari ed a crederci.

   Il dna si fa piu' simile nella vicinanza, cerca le somiglianze in cui rispecchiarsi. Forse e' questa l'origine delle foglie a forma di foglie! L'origine della Terra a forma di tutti gli altri corpi celesti! Il pane a forma di pane, gli uccelli a forma di uccelli, le case, i fiumi...

   I geroglifici uscivano dal simbolico e diventavano lingua parlata, fatti di voce. Suono da udire, nuovo, che entrava nelle facolta' di archeologia e lingue classiche, in cui iniziava un Tempo nuovo per la Terra e per i suoi abitanti.

   Tutto in un suono e nel suo ascolto.

1 commento:

  1. In uno spazio aperto tra i fabbricati del Cern, da una parte uno degli ostelli e poco distante una delle mense, c'è Shiva che danza. "E questa vibrazione produce un lieve suono inconfondibile, misterioso e tenace, un filo di seta che non si rompe e che sembra essere il riflesso di uno sconosciuto, inudibile suono del mondo intero, del cosmo che vibra sempre. Una vibrazione iniziale, del prima e del dopo, sembra condensarsi nel palpitare tenace del cuore."

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"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.