Boboli .181


Perche' di tutto Boboli proprio la limonaia?! Forse perche' i fiori dei limoni davanti ai vetri profumano la corte e dentro e' tutto bianco... forse perche' il bianco dato ai vetri a mascherare il sole basta per le piante, ma non per noi... forse perche' quelle rose diventano azzurre e gialle come il primo colore della porta e del muro ed il legno rosa compare da sotto a ridare alle rose il loro colore?

   Come i piu' bei giardini rinascimentali italiani Boboli si tiene grazie all'architettura. Non potrebbe cominciare altrove dal teatro in cui la natura e la scultura diventano insieme la piu' esplicita delle rappresentazioni del potere. Qui bellezza e pace ed oltre il muro il mondo violento: fontane lungo gli assi visivi e concrezioni calcaree applicate ai muri di cinta... la natura trovata nelle grotte ruvida e grezza diviene qui piu' bella e ha la leggerezza d'invenzione dell'acqua che zampilla da forme lisce e lucide di marmo.

   C'e' qualcosa a Boboli che mi colpisce. Una sorta di maturita' di intenti rispetto all'ostentazione del meraviglioso trovata nei due capolavori dei giardini rinascimentali, piu' o meno coevi, di Villa Lante e Villa d'Este. A Boboli tutto si tiene insieme ben distribuito nella vastita' e varieta' del territorio e l'architettura segue il paesaggio naturale piu' che disegnarlo, cosi' che il paesaggio non fa in tempo a diventare un lavoro d'oreficeria come fosse una saliera o un calamaio. La collina e' scavata lasciando ampio respiro al pendio, facendolo entrare nel palazzo con le sue forme fatte di terra. Certo mediate da un teatro di sedili di pietra, ma le forme sono fatte piu' di aria e di terra che di architettura. Ci si puo' immaginare il ben altro cesello di Villa Lante o Villa d'Este, dove il giardino e' una miniatura piu' che un dipinto.

   Forse una maturita' di controllo spaziale nuova e propria di uno specifico luogo, Firenze, dove qualche tempo prima aveva operato Filippo Brunelleschi... Ricordo: "... Non gli importava nulla di come fare le modanature della lanterna della cupola di Santa Maria del Fiore... cio' che aveva in testa era una spazialita' totalmente nuova...", cosi' il nostro professore di storia dell'architettura mentre raccontava la rivoluzione spaziale nella Firenze del '400. Uno spazio non piu' esiguo e serpeggiante, bensi' esploso, ampio e controllato dalla prospettiva, tenuto insieme pure nella infinita varieta' dei suoi accidenti e dunque proprio per questo lasciato disponibile ad un piu' ampio aperto. Che meraviglia pensare alle strette vie medievali cosi' simili a ruscelli in curva, in cui Brunelleschi camminava immaginando il mare... c'e' di che sentire la vertigine del vuoto.

   Sicuramente le dimensioni generose di Boboli dettano una diffusione degli elementi architettonici e scultorei tale che ci si possa permettere il lusso della sobrieta'. La sobrieta' pero' forse e' la ragione guida. E cifra ancora di un'altra cosa che mi ha colpito.

   La' dove non c'era piu' bisogno di rappresentarsi davanti ad un visitatore che si fosse inoltrato fin li', lungo il muro di confine a Sud, ecco una sequenza di cascatelle che da una quindicina di teste di mostri sgorga di bacino in bacino accompagnando il passo. Poste lungo una sorta di corrimano ci sono teste di animali marini di pietra con la lingua di piombo... alcune teste hanno ancora la lingua... una di queste e' graffiata dal metallo di uno strumento usato per rimuovere il muschio, un'altra e' stata piegata e ripiegata ed e' diventata fragile. Ancora li'. Lontano dallo sguardo dei visitatori, sul cammino lungo il muro di confine, alcuni mostri hanno ancora la lingua.

   

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"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.