frutteto / la prima giornata .109

Le 13 coltivazioni di oggi sono per i 13 alberi da frutta al frutteto del Barco. La terra e' stata smossa in alcuni punti che via via ho ritenuto quali giuste posizioni per i futuri alberi. Distanziati di quattro, cinque metri l'uno dall'altro queste piccole aperture di terra marrone in mezzo al prato sembrano le montagnole delle talpe, soltanto un po' piu' grandi.

   Vedere in piano il frutteto, come una mappa.

   Anche come e' iniziato e' stata un'astrazione. Fuori dal foglio di carta. Mi sono messo la' dove si accede all'area ed ho immaginato la posizione del primo albero, quindi il secondo albero ed a seguire tutti gli altri hanno trovato le loro reciproche relazioni: che i rami potessero toccarsi senza togliersi aria o luce, che le radici del grande pioppo non fossero troppo vicine, che i rami dei primi tre alberi rispettassero il sentiero segnato sul terreno dal passaggio di anni in bicicletta... beh, forse qualche ramo sara' un po' piu' in la' di quanto dovrebbe... ma naturalmente e' tutto studiato cosi' che si possa cogliere facilmente una mela dal ramo al passaggio...

   Poi si tagliera' l'erba in aperture lineari tali che una persona passi con agio, forse anche due, ma lo decidero' al momento. Questo dara' la possibilita' di avere l'erba alta intorno a gruppi di tre, quattro alberi, naturalmente dopo che per i primi due anni la base dei tronchi sara' tenuta libera dalla competizione di altre pianticelle-erbacce spontanee.

   Si vedra' per il manto erboso, cosi' ricco e' il terreno argilloso che le erbe selvatiche fanno da indiscusse padrone di casa. I fiori selvatici che volevo piantare farebbero fatica a vincere in tale competizione: occorrerebbe impoverire il terreno togliendo i primi 15cm di suolo, quelli piu' ricchi di nutrimento ottimali per le erbacce opportuniste alla ricerca di spazio. Figurarsi se mi metto a guidare un buldozer... al college ho quasi rotto un tagliaerba rischiando di ferire qualcuno con le schegge del sasso infido capitato sotto le lame... pero' con la motosega avevo superato l'istruttore in un lavoro di precisione che lo aveva lasciato senza parole!

   Paura e curiosita' nell'usare quell'oggetto. Non e' uno scherzo e la bellezza nell'usarlo e' pari alla cura con la quale, ricordo, ci insegnavano ogni passaggio necessario al padroneggiarlo. Nel bosco poi, ricordo, la precisione e la cura nel seguire quei dettami di sicurezza non erano mai adeguati, ma e' sempre andato tutto bene. In futuro sara' uno strumento cui l'arboricoltura ricorrera' soltanto in casi estremi. Si tratta infatti di curare gli alberi fin dalla primissima fase dell'oculatezza della scelta del tipo di specie adatta per il tipo di luogo specifico. Da li' poi le corrette pratiche da seguire, fin dalla messa a dimora dell'albero, hanno dimostrato che da sole possono ovviare all'apparizione di quei problemi che indeboliscono la salute della pianta fino a portarla ad uno stato tale da richiedere interventi drastici quali appunto l'uso della sega a motore. E questo mi fa piacere perche' un albero non dovrebbe associarsi a quel rumore... forse per me il rumore del disboscamento dei margini del Rio Pelotas a sud del Brasile, le tute arancioni, i bordelli, il muro altissimo che la diga Barra Grande aveva portato nella regione... la mente unisce e disunisce e porta in un frutteto.

   Mi hanno detto due signori che sarebbe bello avere delle panchine qui e la', lo terro' presente, di legno, sotto il pioppo, dove cinque alberi da frutta saranno in curva.

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"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.